Come funziona l’approccio Umanistico?

Persone in contatto

La psicologia Umanistica rispetta pochi e chiari assunti di base, uno dei più importanti è sicuramente far giungere all’autorealizzazione. 

In tal senso Abraham Maslow, uno dei padri fondatori della psicologia Umanistica, vede la persona come un’entità unica e indivisibile, fatta di pensieri e passioni, corpo e sensazioni. 

Maslow guarda all’individuo come una totalità tesa allo sviluppo delle proprie potenzialità, al vivere e non semplicemente al sopravvivere, tesa, quindi, all’autorealizzazione; questo tipo di persona incarna, secondo l’autore, l’individuo sano e in salute (Maslow, 1957; 1962; Rogers, 1983).  

Questo primo fondamento rivoluziona la prospettiva dell’essere umano nel campo della psicologia, non vedendo più l’individuo come un malato mentale ma come una persona (Maslow, 1962), non concependolo come un paziente ma come un Cliente (Rogers, 1951). 

Fin da questo primo importante passaggio, con la terza ondata, di cui la psicologia Umanista è il capostipite, la pratica clinica subisce una rivoluzione: si abbandonano le fredde analisi e le distaccate interpretazioni della psicoanalisi, ci si allontana dall’uso rigido e perentorio di procedure e protocolli, si dà rilievo alla persona e a ciò che porta. 

Infatti, vissuto, esperienze, emozioni…la persona detiene la centralità e più che la standardizzata saturazione di criteri diagnostici sarà la soggettività del Cliente ad essere il principale strumento conoscitivo per tutto il processo terapeutico. 

Inoltre, più che ad eventuali patologie in atto, sintomi, comportamenti osservabili, o alla inflessibile meccanicità umana, si guarda a qualità quali la creatività, la volontà, la capacità di scelta, la spinta verso l’autorealizzazione e il benessere. 

La psicologia Umanistica, quindi, mirerà al valorizzare l’esperienza, a dare rilievo alla dignità umana e a sogni e desideri che la persona porta con sé, promuovendo lo sviluppo delle sue potenzialità e alla realizzazione di quel benessere personale e soggettivo a cui tutti tendiamo.

La spinta verso l’autorealizzazione e il far leva sul potenziale positivo dell’essere umano si realizzano favorendo l’accettazione di se stessi e dei propri bisogni, incentivando la puntuale percezione della propria realtà, privi di influenze o distorsioni proprie quanto altrui, spingendo all’autonomia e all’incontro profondo con le altre persone e sostenendo la libera espressione di se stessi. 

In altre parole, la psicologia Umanistica si prefigge di aiutare il Cliente nel soddisfare tutti quei bisogni (primari, sociali e del sé) che hanno avuto un rallentamento durante la propria crescita nel processo di adattamento all’ambiente (Maslow, 1957), in un incontro terapeutico non direttivo, accettante, autentico, empatico ed incentrato sul Cliente (Rogers, 1951).

Riferimenti Bibliografici

Maslow, A.H. (1957), Motivazione e personalità, Astrolabio 1973.

Maslow, A.H. (1962), Verso una psicologia dell’essere, Astrolabio 1971.

Rogers, C. R. (2000) La terapia centrata sul cliente, Firenze, Psycho – ristampa del 1951

Rogers, C. R. (1983) Un modo di essere, Firenze, Psycho

Indietro
Indietro

Cos'è l'approccio Umanistico?

Avanti
Avanti

Cos'è la Bioenergetica?